• An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
La grotta della Sibilla
giano.png

Sezione della grotta della Sibilla tratta dal rilevamento topografico effetuato da Cesare Lippi Boncambi nell’agosto del 1946

Alcune metafore nell’Acerba di Cecco d’Ascoli potrebbero essere la chiave di lettura del mistero della Grotta della Sibilla, l’anello di congiunzione tra la leggenda medievale e le antiche tradizioni:

 

 

 

 

 

Or prendi exemplo qual qui ti dimostro:
Son due figure d’un beato e santo,
D’igual bellezza presso al viso nostro,
Fatte, dico, sotto diverse ore:
L’una s’adora e lauda con gran canto,
E l’altra presso a questa non ha onore.

Lo spazio che fra le stelle vedi,
Fra’ l confalone e’ l pozzo, in luoco sacro,
El gran segreto voglion che tu credi,
Li sono le caratare segnate.
Le lor vertudi qui non ti disacro,
Qual fur da la Sibilla sigellate.


Acerba, Libro IV, Cap.IV, 97-108.

  • Nella prima strofa, Cecco, allude alla “Vita dei Due Giovanni” con la quale Giotto, maestro del naturalismo neoclassico, avrebbe rappresentato una allegoria dei “misteri iniziatici”. Giovanni Battista corrisponde al solstizio estivo Porta degli uomini” e Giovanni Evangelista al solstizio invernale “Porta degli immortali”.
  • I caratteri segreti incisi nella grotta, si trovano tra il “gonfalone e il pozzo” verosimilmente tra l’ingresso della grotta ed il pozzo rinvenuto durante gli scavi della Sovraintendeza alle Antichità delle Marche nel 1929 e 1930.


Durante gli stessi scavi furono scoperte delle incisioni su un grosso architrave oggi scomparso, che potrebbero essere quelle indicate da Cecco d’Ascoli.

1 Giuseppe Antonini 411
2 Cesare Lippi Boncambi 386
3 Domenico Falzetti 351
4 Fernand Desonay 359
5 Vincenzo Frenguelli 345
6 Pio Rajna 329
7 Abramo Ortelius 327
8 Antonio Fumato 340